UDINE, 4 FEBBRAIO 2026 – In Italia sono circa il 90% - in particolare l’80,9% del totale delle imprese con almeno 3 addetti -, generano l’80% del PIL e danno lavoro al 75% della popolazione.
Basterebbero questi dati per far capire l’importanza delle imprese familiari sulle quali, martedì 3 febbraio, nella Torre di Santa Maria, hanno acceso i riflettori il Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) di Udine, il Comitato Piccola Industria di Confindustria Udine e Teha Group promuovendo il convegno dal titolo “Continuità generazionale nelle aziende familiari: come impostare al meglio i percorsi delle giovani generazioni”.
In apertura di incontro, Giacomo Andolfato, presidente del GGI Udine, ha evidenziato come “questa iniziativa, beneficiando dell’esperienza concrete dei relatori e della testimonianza diretta di un imprenditore, cerchi di dare risposte precise a molte domande che anche i giovani imprenditori si pongono dinanzi al passaggio generazionale. C’è infatti tutto il nostro interesse a comprendere come si possa, da un lato, rendere il più efficace possibile la convivenza e la continuità generazionale e, dall’altro, risolvere le criticità alle quali le imprese familiari sono sottoposte con il trascorrere del tempo, non da ultimo con riguardo alla tutela patrimoniale dell’azienda”.
Per Marco Vidoni, vicepresidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Udine, “il tema della continuità generazionale riguarda da vicino la struttura stessa del nostro tessuto produttivo, composto in larga parte da piccole e medie imprese familiari. Il passaggio tra generazioni non può più essere affidato all’improvvisazione o solo ai legami familiari: servono consapevolezza, metodo e strumenti adeguati. Investire per tempo su governance, competenze e ruoli significa non solo tutelare il patrimonio aziendale, ma creare le condizioni affinché le imprese possano crescere, strutturarsi e competere nel lungo periodo, mantenendo il loro radicamento sul territorio”.
Domenico Mafrici, Area Manager Friuli Venezia Giulia di TEHA Group, e Francesco Massignani, senior professional dell’area “Imprese familiari e Governance” di TEHA Group, sono scesi poi nel dettaglio delle cifre che inquadrano la situazione delle imprese familiari in Italia.
Il nostro Paese detiene il primato per il maggior numero di piccole e microimprese con fatturato compreso tra 1 e 10 milioni di euro: 179.000 in Italia, rispetto a 158.000 in Germania e 121.000 in Francia. Al contrario, però, il numero di medie imprese con fatturato compreso tra 10 e 50 milioni di euro è di un terzo rispetto alla Germania: circa 32.000 in Italia rispetto a circa 87.000 tedesche.
In tale contesto il nostro Paese ha il primato di aziende con l’intero management espressione dalla famiglia imprenditoriale, il 66,4%, contro il 10,4% del Regno Unito, il 25,8% della Francia, il 28% della Germania e il 35% della Spagna. Il ceo proviene dalla famiglia nell’83,9% dei casi in Italia, contro il 70,8% del Regno Unito, il 62,2% della Francia, l’83% Germania e il 79,6% della Spagna.
I relatori di Teha hanno poi sottolineato che lavorare in modo strutturato sulla governance conviene. Citando un campione di medie aziende industriali preso nel periodo 2010-2019, si evince che il tasso medio di crescita complessiva dei ricavi sale al 34,05% (e 12,71% l’Ebidta/Fatturato netto) nel caso di governance strutturata a confronto del 18,10% (9,60% Ebidta/Fatturato netto) dei dati medi di aziende simili tratti dall’Ufficio Studi di Mediobanca.
Il passaggio generazionale – hanno rimarcato Mafrici e Massignani – è una priorità per le aziende italiane, ma occorre pianificare al meglio i passaggi e le strategie. Secondo dati europei solo il 32% delle imprese familiari supera infatti la prima generazione e solo il 15% anche la seconda”.
In chiusura Diego Buso, ceo di Fluid System, ha portato il case history della sua azienda e della famiglia Buso, a dimostrazione che, se le criticità peculiari delle imprese familiari - “figlie” del rapporto dialettico e molto spesso irrisolto tra le due istituzioni, la famiglia e l’Impresa - sono affrontate e gestite con debito anticipo, l’impresa familiare è in grado di esprimere risultati superiori rispetto alle imprese non familiari.