UDINE, 23 febbraio 2026 - La Torre di Santa Maria di Confindustria Udine ha ospitato, questo pomeriggio, la presentazione del libro "L’arte di imbottigliare – BortolinKemo" di Francesco Raggiotto, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Udine.
Il volume - secondo della collana “Storia d’ingegno, storie d’impresa” edita da Forum e dedicata agli imprenditori friulani – racconta la storia ottantennale della BortolinKemo spa di Porcia, dalle spillatrici per il vino ai moderni sistemi di packaging e closure.
Nicola Cescutti, vicepresidente di Confindustria Udine, intervenendo alla presentazione del libro della nuova iniziativa editoriale – promossa da Università degli Studi di Udine, Confindustria Udine, Associazione Taverna e Gruppo Nem – ha evidenziato come “questo progetto vuole anche mettere in evidenza le potenzialità di un territorio capace - di sviluppare progetti industriali importanti, attraverso la capacità di mettersi in gioco dimostrata dai nostri imprenditori. Spesso, partendo dal nulla. Quella della BortoliKemo è una storia esemplare, fatta di coraggio, competenza tecnica, innovazione e visione. Con uno sguardo costantemente aperto al mondo, ma - allo stesso tempo -, con un occhio di riguardo rivolto al radicamento territoriale, a quei valori del fare e del saper fare, che da sempre contraddistinguono il nostro tessuto imprenditoriale. Valori e talenti che ci auguriamo possano continuare a vivere negli imprenditori di oggi e in quelli di domani e possano ispirare, in qualità di esempi positivi, anche le nuove generazioni”.
Dal canto suo, Angelo Montanari, rettore dell’Università degli Studi di Udine ha rimarcato come “l’Università può costantemente offrire delle chiavi di lettura analitiche delle realtà imprenditoriali del nostro territorio, ricco di esempi positivi di capacità innovativa e competitiva”.
Ad introdurre il libro è stata poi Cristiana Compagno, professoressa emerita dell’Università di Udine, già magnifica rettrice dell’ateneo friulano, che ha sottolineato come “l’analisi storica e competitiva delle nostre imprese può rendere tangibili i continui investimenti in capacità resiliente che caratterizzano il nostro tessuto produttivo”.
Presentati da Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, sono poi intervenuti l’autore del volume, Francesco Raggiotto, e l’amministratore delegato di BortolinKemo, Marino Sain.
“Con L’arte di imbottigliare – ha spiegato Raggiotto - ho voluto narrare un’esperienza imprenditoriale che di fatto accomuna una molteplicità di imprese, del nostro territorio e non solo. Una traiettoria di impresa, quella illustrata nel volume, in cui si riconoscono alcuni dei tratti fondamentali della piccola e media impresa familiare italiana: imprenditorialità, innovazione, passione, abnegazione, volontà di farcela. Un modello di impresa che ha dimostrato di saper essere resiliente, anche dinanzi a sfide complesse e imprevedibili, e soprattutto di essere in grado di sapersi proiettare a livello internazionale, spesso in posizione di leadership tecnologica. La lettura del caso BortolinKemo richiama in maniera chiara tutti questi elementi che, insieme, vanno a costituire quel particolare modello di sviluppo economico del nostro sistema paese”.
Dal canto suo, Marino Sain ha sottolineato come “da sempre, la nostra azienda è guidata da valori radicati, che ispirano l’operato quotidiano e la nostra strategia: cura delle persone, cura delle relazioni lungo tutto il sistema del valore, sviluppo continuo di competenze innovative”.
Per Piero Petrucco, presidente dell’associazione Taverna “iniziative come questa dimostrano l’importanza di raccontare l’impresa non solo attraverso i numeri, ma come punto di riferimento culturale e sociale. La collana nasce proprio con l’obiettivo di preservare e trasmettere una memoria imprenditoriale che è parte integrante dell’identità del nostro territorio, mettendo in dialogo università, mondo produttivo, comunità”.
A margine, il professor Andrea Cafarelli, direttore della collana, ha rimarcato come “questa, nata dalla sinergia tra Università di Udine, Confindustria Udine e Associazione Taverna, coniuga il rigore del metodo storico con la vivacità del racconto biografico. L’obiettivo è di valorizzare figure che, in contesti di risorse spesso limitate, si sono distinte per creatività e capacità di visione; uomini e donne per le quali l’impresa rappresenta nella sua complessità, anche il ‘luogo' dove idee, valori e conoscenze convergono, generando non solo profitto ma valore condiviso. Il nostro impegno prosegue: stiamo lavorando alacremente ai prossimi volumi per continuare a esplorare, attraverso nuove 'storie d’ingegno', l'identità economica e sociale del nostro territorio”.