Udine, 27 aprile 2026 – Il vicepresidente di Confindustria Udine, Nicola Cescutti, e il capo della Delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine, Mario Zearo, hanno partecipato, lo scorso giovedì 23 aprile, all’audizione della IV Commissione regionale dedicata alla viabilità del Passo Monte Croce Carnico.
Nel corso dell’audizione, Cescutti – che guida la Commissione Infrastrutture, PNRR e Consorzi industriali dell’Associazione - ha illustrato la posizione ufficiale di Confindustria Udine sul tema: “Confindustria Udine ritiene che un collegamento viario stabile e sicuro tra la Carnia e la Carinzia attraverso un tunnel di Monte Croce Carnico sia fondamentale non solo per l’economia dell’Alto Friuli, ma per l’intera regione Friuli Venezia Giulia, dal punto di vista commerciale, industriale e turistico”.
I mesi di interdizione al traffico durante i lavori di ripristino della frana hanno rappresentato l’esempio più evidente delle conseguenze della mancanza di un collegamento affidabile: “La gran parte delle attività economiche e turistiche sul versante sud del Monte Croce Carnico ha sofferto pesantemente, ma anche il versante carinziano ha risentito della mancanza degli italiani. Questo dimostra quanto tale collegamento sia essenziale per tutte le attività di entrambi i versanti”.
I rappresentanti di Confindustria Udine hanno sottolineato il ruolo sociale delle imprese in area montana: “Proprio in montagna le industrie svolgono un’importante funzione sociale. Di fronte alla carenza di personale e allo spopolamento dei territori montani è necessario aprire gli orizzonti e i confini, per poter reperire personale anche dai paesi vicini come l’Austria e, soprattutto, dare la possibilità agli abitanti della montagna di rimanere a vivere e lavorare nei propri territori. Senza lavoro non c’è sviluppo e non c’è futuro per le aree montane”.
Per questo motivo, secondo Confindustria Udine, non esiste alternativa valida a un tunnel stradale.
“Si tratta dell’unica opera in grado di annullare i rischi dei fenomeni franosi lungo i tornanti dell’attuale viabilità e di garantire tempi di transito decisamente più brevi durante tutto l’anno”.
Cescutti ha tenuto a precisare: “Non stiamo sostenendo la creazione di un nuovo Brennero. Parliamo di un semplice tunnel stradale di circa 4 km, o ancor meglio 8 km, che non sia transitabile ai mezzi pesanti, ma che permetta l’interazione tra le due nazioni, il transito delle persone e lo sviluppo dell’intera regione transfrontaliera”.
I rappresentanti di Confindustria Udine sollecitano dunque “una rapida decisione sulla scelta progettuale più opportuna” e auspicano che, nel frattempo, “si mettano in atto tutte le misure necessarie a ridurre i rischi di ulteriori chiusure dell’attuale viabilità attraverso il passo”.