Formazione e lavoro: un ponte con il Sud America per attrarre giovani talenti in Friuli

UDINE, 16 OTTOBRE 2026 – Un ponte tra le scuole tecniche del Sud America e il sistema formativo e produttivo del Friuli Venezia Giulia per trasformare i legami storici con le comunità di origini italiana in nuove opportunità di formazione, lavoro e integrazione.

È stata questa la prospettiva al centro dell’incontro, svoltosi questo pomeriggio a palazzo Torriani, con dirigenti e referenti di istituti tecnici di Uruguay, Cile e Argentina, dedicato alla presentazione dell’offerta formativa degli ITS del Friuli Venezia Giulia e del progetto “Back to Italy” promosso da Confindustria Udine in collaborazione con la startup omonima. Erano presenti il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, il vicepresidente dell’Associazione, Mario Toniutti, che guida la Commissione Risorse umane e immigrazione qualificata di Confindustria Udine; Ester Iannis e Piero Fabris, rispettivamente direttrice dell’ITS Academy Udine e direttore esecutivo del DB Tech Europe dei Salesiani, e Gerardo Sine, ceo di Back To Italy.

La riunione si inserisce nel progetto “Promozione di Attività di orientamento e diffusione delle opportunità formative”, presentato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito del PNRR e realizzato dalla rete regionale ITS con ITS Academy Udine capofila, in partnership con ITS Alto Adriatico di Pordenone e Accademia Nautico Adriatico. Una delle azioni previste ha riguardato proprio l’organizzazione di visite alle sedi e ai laboratori delle Fondazioni della rete, riservate a dirigenti scolastici e referenti dell’orientamento di istituti di Paesi extraeuropei, per far conoscere l’offerta formativa regionale e favorire l’arrivo di studenti internazionali.

Dal 12 al 16 ottobre, la delegazione sudamericana ha così avuto l’opportunità di approfondire i programmi e l’organizzazione dei corsi, le modalità didattiche e le caratteristiche dei singoli ITS, ma anche di conoscere più da vicino sistema produttivo regionale e di scoprire la storia e il patrimonio artistico del territorio.

A partecipare all’incontro in Confindustria, che ha chiuso il programma di visite in Friuli della delegazione sudamericana, sono stati i rappresentanti di sette istituti tecnici e scolastici: il Talleres Don Bosco di Montevideo, in Uruguay; gli istituti Don Bosco di Concepción e Punta Arenas, in Cile; gli istituti salesiani PioIX e León XIII di Buenos Aires; l’Istituto Salesiano Villada, l’Istituto Tecnico Salesiano Massa di San Miguel Di Tucumán e il Colegio San Tomás di Córdoba in Argentina.

«Questo incontro rappresenta un passaggio concreto del nostro progetto di promozione delle opportunità formative degli ITS del Friuli Venezia Giulia – ha dichiarato Ester Iannis –. Abbiamo potuto illustrare direttamente ai colleghi sudamericani le caratteristiche dei percorsi, gli strumenti di sostegno alla frequenza e le prospettive di inserimento lavorativo sul territorio. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività degli ITS e costruire relazioni stabili con le scuole partner, anche attraverso la sottoscrizione di memorandum e accordi di collaborazione”.

“A nome della rete globale salesiana, espressione di una realtà presente in 138 Paesi – ha affermato Piero Fabris -, sosteniamo questa collaborazione per offrire ai giovani concrete opportunità di studio e crescita professionale, mettendo al centro i loro talenti e progetti di vita”.

Tra i risultati attesi dell’iniziativa figurano una conoscenza approfondita dell’offerta formativa ITS, con percorsi non presenti nei sistemi formativi sudamericani, degli strumenti di sostegno e delle opportunità di inserimento lavorativo in Friuli Venezia Giulia; il rafforzamento del recruiting di studenti internazionali; la sottoscrizione di un Memorandum con l’Ispettoria Salesiana per la co-progettazione di contenuti, curricula, moduli formativi e attività di orientamento, lo scambio di buone pratiche e competenze tecnologiche, e lo sviluppo congiunto di spazi didattici e laboratori; nonché accordi con le singole scuole partecipanti per le attività di orientamento, percorsi di lingua italiana a distanza e allineamento delle competenze in uscita.

Il collegamento con il Sud America assume peraltro una valenza particolare nell’ambito di “Back to Italy Argentina”, il progetto di valorizzazione dell’immigrazione di ritorno promosso da Confindustria Udine con la startup Back to Italy.

“Le finalità di questo progetto - ha evidenziato il presidente Luigino Pozzo – sono quelle di intercettare giovani, in particolare di origine italiana, per inserirli nelle imprese del territorio. È una necessità urgente perché nei prossimi dieci anni dovremo far fronte a una perdita stimata di circa 100mila lavoratori in Regione. Il Friuli Venezia Giulia, con oltre 122mila addetti nel comparto manifatturiero e una forte vocazione industriale, esprime infatti una domanda crescente di profili tecnici qualificati”.

La sfida, però, non si esaurisce nel reperimento di persone: “Non cerchiamo semplicemente lavoratori – ha confermato Pozzo -: vogliamo costruire percorsi di vita, un ecosistema che unisca formazione di qualità, lavoro, casa e servizi. Per questo siamo convinti che la collaborazione con le scuole tecniche del Sud America possa diventare una risorsa strategica, un ponte di opportunità tra il Friuli e l’America Latina”.

A tal proposito, il vicepresidente Mario Toniutti ha ricordato che la Commissione Risorse umane e immigrazione qualificata di Confindustria Udine sta lavorando, tra le altre attività, anche a un progetto di housing sociale e a un rafforzamento dei servizi dedicati ai lavoratori nei Consorzi industriali (asili nido, trasporti, ambulatori medici). “Dobbiamo accogliere dignitosamente chi decide di cambiare vita, trasferendosi qui da un Paese lontano – ha aggiunto Toniutti –. Molti giovani sudamericani hanno radici italiane: in Argentina si stima che siano circa 25 milioni le persone di origine italiana; nell’intero Sud America superano abbondantemente i 50 milioni. A loro siamo disposti a offrire opportunità concrete sul versante della formazione e del lavoro e un’accoglienza a 360 gradi, per favorire un inserimento adeguato sia delle singole persone, sia degli interi nuclei familiari”.

“Un elemento distintivo del progetto è l’accompagnamento completo dei candidati: dalla selezione alla formazione, fino al trasferimento e all’integrazione sul territorio, anche grazie al supporto operativo di Back to Italy - ha spiegato Gerardo Sine -. L’obiettivo è rendere più concreto e accessibile il passaggio dalla formazione alle opportunità professionali offerte dalle imprese regionali”.