Legno Arredo e Sistema Casa: uniti per crescere - Presentata in Confindustria Udine la strategia regionale per la competitività del comparto

Udine, 8 luglio – Aggregarsi, un tempo, poteva essere un’opzione da considerare, adesso è divenuta una necessità prioritaria. Questo in sintesi il messaggio lanciato nella sede di Confindustria Udine dal Cluster Legno Arredo Casa FVG – società benefit, che ha presentato un  nuovo modello di politica industriale condivisa, sviluppato in dialogo con Confindustria, rappresentanze imprenditoriali, Friulia, Regione FVG. Obiettivo: rafforzare la competitività del comparto legno-arredo e dell’intero sistema manifatturiero regionale favorendo percorsi di sviluppo e aggregazione tra imprese, unico modo per affrontare la concorrenza e le sfide dei mercati, Cina in primis. Alla riunione, alla presenza di numerosi imprenditori (tra cui Paolo Fantoni, Calligaris, di Fonzo), sono intervenuti Edi Snaidero, presidente Cluster Arredo, Pierluigi Zamò, presidente Confindustria FVG, Luigino Pozzo, presidente Confindustria Udine, Alessandro Fantoni, capogruppo Legno Arredo – Confindustria Udine, Jacopo Galli, presidente filiera Legno Arredo Tessile – Confindustria Alto Adriatico, Marco Signori, direttore generale Friulia, e Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive. 

Lo scenario

Il contesto internazionale mostra segnali di forte criticità: tra il 2022 e il 2024 il mercato europeo del mobile ha registrato un calo del –5,8% del fatturato, con la perdita di oltre 61.000 addetti (EFIC/FederlegnoArredo). Nel primo trimestre 2026 l’export italiano del settore segna –7,42%, mentre il Friuli Venezia Giulia registra –6,41% (Istat). Per il FVG i principali mercati di destinazione segnano cali significativi: USA –24%Spagna –9%Francia e Germania –3%. La Cina - diventata nel 2025 il primo fornitore di mobili della Germania, con 3,15 miliardi di euro di importazioni (+9,3%), non compete più solo sul prezzo, ma su design, qualità, automazione, digitalizzazione e rapidità produttiva, modificando gli equilibri globali. Il Friuli Venezia Giulia conferma la rilevanza del comparto: 2.169 imprese, per la maggior parte PMI, pari al 20% del tessuto manifatturiero regionale, con 17.533 addetti. È il secondo settore industriale regionale per fatturato, export e occupazione.

Il Cluster

«Non è più tempo di parole, servono fatti - ha dichiarato il presidente del Cluster, Edi Snaidero -. In Europa il settore ha perso dal 2022 al 2025 circa 100.000 addetti: sono numeri preoccupanti. Si sommano poi l’aumento dei costi energetici, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, i dazi americani, il rallentamento del mercato immobiliare europeo e nordamericano, con la domanda di arredamento strettamente collegata al settore delle costruzioni. Il sistema Europa, nel suo complesso, è in crisi. Non riguarda solo noi, basta guardare il comparto automotive: importiamo sempre di più. Il costo del lavoro non è più il fattore determinante, in Cina hanno robotizzato, digitalizzato, centralizzato e verticalizzato la produzione. Hanno forza e potenza e ora, con i dazi americani, spingono ancora di più verso l’Europa, che importa circa 20 miliardi di euro di mobili di cui  circa il 68% dalla Cina. Ecco perché la competizione, oggi, non si gioca più tra singole imprese, ma tra sistemi industriali. Il vantaggio competitivo del Made in Italy resta intatto: qualità, design, specializzazione. Ma la capacità di fare sistema deve diventare il prossimo fattore competitivo. Con umiltà dobbiamo essere capaci, mantenendo la nostra identità, di imparare da chi ha saputo organizzarsi meglio».

La strategia del Cluster FVG

Il Cluster propone un modello regionale permanente per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale e aggregazione industriale. La strategia si fonda su un principio chiave: la competizione oggi è tra sistemi industriali, non tra singole imprese.

Il modello prevede:

  • strumenti di autovalutazioneaccompagnamento specialistico;
  • supporto alla definizione dei piani industriali;
  • strumenti finanziari dedicati;
  • governance condivisatra imprese, Friulia  con il supporto del Cluster e la regia della Regione FVG.

Il Cluster farà da facilitatore per individuare aziende pronte, mentre Friulia potrà coordinare competenze industriali, organizzative e finanziarie, favorendo la nascita di aggregazioni stabili orientate alla crescita, sondando bisogni e priorità delle aziende.

Obiettivi e impatti attesi

La proposta mira a:

  • consolidare la patrimonializzazionedelle imprese;
  • favorire il ricambio generazionale e manageriale;
  • attrarre investimenti e partnership industriali;
  • aumentare la resilienzadel sistema produttivo regionale;
  • rendere il Friuli Venezia Giulia più attrattivo e competitivonel panorama europeo.

INTERVENTI

Luigino Pozzo, presidente Confindustria Udine

«La Cina è ormai competitiva su tutti i mercati globali. Dobbiamo prepararci, sederci attorno a un tavolo, parlarne come sistema e trovare soluzioni concrete. In Italia, tanto più nella nostra regione, il tessuto industriale è costituito da piccole e medie imprese, che fanno fatica ad approcciarsi in modo competitivo al mercato globale. La forza sta nelle sinergie e nelle relazioni: oggi più che mai le imprese devono fare sistema per affrontare momenti così complicati.»

Pierluigi Zamò, presidente Confindustria FVG

«I tempi dell’economia sono micidiali: ciò che prima era un’opzione oggi è una necessità. Dobbiamo trovare insieme opportunità e soluzioni concrete, coinvolgendo gli istituti regionali. Mi piace l’idea che il Cluster, assieme a Friulia, diventi il certificatore delle aggregazioni industriali.»

Alessandro Fantoni, capo Gruppo Legno Mobile e Sedia – Confindustria Udine

«Il settore del legno-arredo del Friuli Venezia Giulia si trova in un contesto competitivo sempre più complesso: tensioni geopolitiche, costi energetici elevati, normative ambientali sbilanciate e una pressione concorrenziale internazionale senza precedenti. Le politiche protezionistiche degli Stati Uniti hanno favorito un incremento del +20% delle esportazioni cinesi in Europa. Negli ultimi dieci anni l’Europa ha ridotto le emissioni di 900 milioni di tonnellate di CO₂, mentre la Cina le ha aumentate di quasi 2 miliardi costruendo nuove centrali a carbone. In queste condizioni le imprese europee pagano un prezzo più alto rispetto ai competitor extra UE, con il rischio concreto di trasformare la decarbonizzazione in deindustrializzazione. Per competere servono strumenti adeguati e politiche che favoriscano aggregazioni industriali, economie di scala e una maggiore solidità patrimoniale.»

Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive

«La Cina ha modificato gli equilibri commerciali europei e conquistato ampie fette di mercato in Europa, in particolare in Germania, grazie a una dimensione industriale e una capacità di investimento e un coordinamento di filiera che nessuna singola impresa italiana e regionale, per quanto eccellente, può reggere da sola. In un territorio dove il 95% delle aziende è medio-piccola, è fondamentale fare sistema e costruire massa critica. Dobbiamo riscrivere le regole del gioco a livello europeo e, nel frattempo, mettere a disposizione strumenti concreti: Agenda FVG Manifattura 2030, reti d’impresa, internazionalizzazione e, se necessario, misure straordinarie aggiuntive. L’obiettivo è difendere le nostre eccellenze e mantenere la manifattura in Friuli Venezia Giulia.»

Marco Signori, direttore generale Friulia

«Le leve classiche – penetrazione dei mercati, sviluppo prodotti, sviluppo mercati e diversificazione – restano fondamentali, ma richiedono strutture organizzative più solide e una governance moderna. In questo scenario, le aggregazioni industriali rappresentano un’opportunità, ma vanno affrontate con preparazione: competenze manageriali, conti verificati, sistemi di reporting e collaborazioni industriali sono elementi essenziali per affrontare percorsi complessi con basi robuste. La finanziaria regionale è in grado di sostenere processi di aggregazione e sviluppo, e può rappresentare un pilastro fondamentale nel percorso promosso dal Cluster Legno Arredo Casa FVG per rafforzare la competitività del comparto. Crescere, da soli, sarà sempre più difficile quando la dimensione aziendale diventa un limite alla competitività e alla capacità di investire.»

Jacopo Galli, presidente Filiera Legno Arredo Tessile – Confindustria Alto Adriatico

«Ho visto in Cina un potenziale capace di divorarci. I nostri fornitori saranno i primi a sparire, poi toccherà a noi: fare massa critica e ridurre i costi produttivi è l’unica via