UDINE 09 SETTEMBRE 2026 - La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Confindustria Udine promuovono, sabato 12 settembre, alle 9, nella zona industriale di Osoppo, nello stabilimento Fantoni, il convegno “Prima le fabbriche: la forza di ricostruire, il coraggio di guardare al futuro”.
L’evento rappresenta un momento centrale delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto che il 6 maggio 1976 colpì il Friuli e intende valorizzare il ruolo determinante svolto dal sistema industriale nel processo di ricostruzione e rinascita del territorio, testimoniando il legame profondo tra storia, impresa e comunità.
“La scelta della zona industriale di Osoppo, simbolo della rinascita friulana - spiega il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo - rende concreto e visibile questo legame, evidenziando non solo la capacità produttiva del Friuli, ma anche il radicamento delle aziende nelle comunità locali, la coesione sociale e la determinazione con cui il tessuto economico ha saputo affrontare e superare le difficoltà. Valori che continuano a guidare l’azione di Confindustria Udine a sostegno delle imprese associate e dello sviluppo del territorio. Il convegno si propone quindi come un momento di riflessione capace di coniugare la memoria storica con una visione orientata al futuro, rileggendo un’esperienza straordinaria di resilienza collettiva alla luce delle sfide economiche, sociali e industriali contemporanee. Un’occasione per riconoscere il valore dell’esperienza maturata nel passato e trasformarla in fonte di ispirazione e orientamento per il domani”.
IL PROGRAMMA
A partire dalle 9.00 si terrà la registrazione degli ospiti e il welcome coffee.
Moderatore della giornata, che prenderà avvio alle 9.30, sarà Marco Panara, giornalista del Gruppo NEM.
Dopo i saluti istituzionali di Lorenzo Tiepolo (sindaco di Osoppo), Roberto Revelant (presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale del Gemonese e del Canal del Ferro-Val Canale), Barbara Zilli (assessore regionale alle Finanze) e Luca Ciriani (ministro per i Rapporti con il Parlamento), interverrà Fausto Bianchi (presidente di Confindustria Piccola Industria).
I lavori entreranno nel vivo con la relazione di apertura di Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine.
La mattinata sarà arricchita anche da testimonianze, video e live, di imprenditori friulani protagonisti della ricostruzione e dalla presentazione dello studio della Banca d’Italia “L’impatto economico della ricostruzione” a cura di Sauro Mocetti, economista dell’Ufficio studi della banca centrale.
Spazio poi al talk di Marco Panara con Daniele Franco (economista, già ministro dell’Economia e delle Finanze e direttore generale della Banca d’Italia, oggi direttore scientifico della Fondazione Cini) e al keynote di Eugenio Del Piero (già direttore di Confindustria Udine).
La successiva tavola rotonda, incentrata sulla scelta strategica, assunta a suo tempo, della priorità della ricostruzione industriale, moderata da Marco Panara, vedrà la partecipazione di Guido Castelli (commissario straordinario di Governo per la ricostruzione post-terremoto del Centro Italia), Patrizio Bianchi (economista, già ministro dell’Istruzione), Riccardo Riccardi (assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile) e Antonio Gozzi (vicepresidente Confindustria con delega a Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitività).
Gli interventi di chiusura saranno affidati al presidente della Regione Massimiliano Fedriga e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
La ricchezza delle testimonianze e dei contributi di alto profilo in programma esplicita dunque la precisa volontà, da parte degli organizzatori, di andare oltre la semplice commemorazione e rappresenta l’espressione concreta della responsabilità che Confindustria Udine avverte nei confronti delle imprese, della comunità e del territorio, confermando il ruolo dell’Associazione quale protagonista attiva dello sviluppo del Friuli e custode di un patrimonio di competenze, valori e visioni che hanno reso questo territorio un modello riconosciuto di resilienza, coesione e capacità imprenditoriale.