UDINE, 30 ottobre – Accelerare la transizione energetica senza perdere di vista la tutela dei territori, la qualità delle regole e la necessità di garantire certezze a chi investe. È attorno a questo equilibrio che ha ruotato il convegno dal titolo “Fonti rinnovabili, energia, territori, imprese: quale presente e quale futuro?”, promosso questa mattina nella Torre di Santa Maria da Confindustria Udine, in collaborazione con la Commissione Energia dell’Associazione e il Consorzio Friuli Energia. Media partner dell’evento è stato il Gruppo IlSole24Ore. L’incontro ha costituito l’occasione per la presentazione del “Codice dell’energia”, giunto alla seconda edizione ed edito dal Gruppo24Ore, curato dai professori Eugenio Bruti Liberati, Cesare Mainardis e Aldo Travi.
L'incontro - aperto da Michele Nencioni, direttore generale di Confindustria Udine, e introdotto e moderato da Marco Bruseschi, presidente del Consorzio Friuli Energia e della Commissione Energia di Confindustria Udine - ha costituito un'importante occasione di approfondimento e confronto sulle principali tematiche energetiche di attualità.
“Nel titolo del nostro incontro ci sono quattro parole - fonti rinnovabili, energia, territori, imprese - che oggi devono necessariamente stare insieme. Perché - ha evidenziato Bruseschi - la transizione energetica non è soltanto una questione tecnologica. Non è soltanto una questione economica e non è soltanto una questione giuridica. È l’insieme di tutte queste dimensioni. E forse la vera sfida, oggi, è proprio capire come metterle insieme”.
“La domanda, dunque - ha proseguito Bruseschi -, non è soltanto capire come produrre più energia rinnovabile, ma come riuscire a farlo in tempi compatibili con la transizione, nel rispetto dei territori e creando condizioni di certezza per chi deve investire”.
La successiva tavola rotonda ha approfondito questi aspetti attraverso il contributo di sei relatori, mettendo in dialogo diritto amministrativo, regolazione pubblica, tutela ambientale, governance territoriale, competenze tecnico-scientifiche ed esperienza industriale.
Il primo nodo affrontato ha riguardato il significato concreto della semplificazione normativa. Il
professor Aldo Travi, professore emerito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e tra i più autorevoli studiosi italiani di diritto amministrativo, ha presentato i contenuti del Codice dell’Energia, in connessione ad una disanima degli ultimi interventi legislativi in materia di energia e della loro rispondenza alle esigenze di semplificazione ed efficienza, fermo restando che semplificare non significa soltanto ridurre gli adempimenti e accorciare i tempi delle procedure, ma investe anche la chiarezza delle competenze e la certezza delle decisioni amministrative.
Il confronto si è quindi allargato al ruolo dei poteri pubblici nella transizione energetica. Con Eugenio Bruti Liberati, avvocato e professore di Diritto amministrativo dell’Università del Piemonte Orientale, l’attenzione si è concentrata sull’evoluzione della regolazione del settore, in particolare Bruti Liberati si è soffermato sulla clausola dell’“interesse pubblico prevalente” alla produzione di energia da fonti rinnovabili, tra teoria e prassi applicativa.
La diffusione degli impianti da fonti rinnovabili pone inevitabilmente anche una questione territoriale. Monica Delsignore, professoressa di Diritto amministrativo e pubblico dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha analizzato la direttiva RED III e le sue applicazioni concrete, affrontando così il problema del rapporto tra l’interesse nazionale allo sviluppo delle rinnovabili e la necessità di tutelare ambiente, paesaggio e specificità locali. Il punto è individuare un equilibrio che permetta di conciliare le esigenze della transizione con gli interessi pubblici coinvolti, evitando che la complessità dei procedimenti si traduca in un fattore di incertezza per gli investimenti.
A completare il quadro sul versante istituzionale è stato Cesare Mainardis, avvocato e professore di Diritto Costituzionale e pubblico dell’Università di Ferrara, con un approfondimento sul diritto dell’energia tra Stato e Regioni: tra conflittualità permanente, incertezze normative, esigenze delle imprese. La governance del settore rappresenta infatti uno degli snodi della transizione: da un lato, gli obiettivi energetici nazionali richiedono strumenti capaci di accelerare la realizzazione degli impianti; dall’altro, le autonomie territoriali e le esigenze della comunità locali devono trovare una collocazione chiara nel processo decisionale.
Dalle norme e dalle competenze, il confronto è passato alla dimensione tecnica. Stefano Savino, professore associato in Fisica Tecnica industriale dell’Università degli Studi di Udine, ha fornito una lettura tecnica dello sviluppo delle fonti rinnovabili, dagli obiettivi energetici alla criticità di rete, accumuli, flessibilità e ruolo delle imprese; tutti elementi indispensabili per rendere compatibile una maggiore penetrazione delle rinnovabili con le esigenze del sistema energetico.
Da ultimo, Alessandro Mattiussi, energy manager del Gruppo Danieli di Buttrio, componente della Commissione Energia di Confindustria Udine e consigliere del Consorzio Friuli Energia, ha portato il punto di vista del mondo produttivo. La prospettiva industriale ha ricondotto il confronto alla concretezza delle decisioni aziendali e delle condizioni necessarie per realizzare nuovi investimenti nel settore energetico. Tra i fattori che incidono sulle scelte delle imprese rientrano il costo dell’energia, la prevedibilità del quadro normativo, i tempi autorizzativi e la disponibilità delle infrastrutture di rete.
A tale riguardo Mattiussi, ha rilevato che “la nuova edizione del codice dell’energia va esattamente nella direzione da sempre auspicata dalle imprese, ovvero quella di una maggior semplificazione e chiarezza regolatoria dei processi autorizzativi, ancora più importante in questo caso, in quanto finalizzata a sbloccare l’enorme potenziale di sviluppo di nuovi impianti a servizio della riduzione dei costi energetici delle imprese. Auspichiamo che altri iter autorizzativi propedeutici a tale sviluppo ricevano ben presto analoga attenzione da parte del legislatore, in particolare riferimento alle procedure di connessione alla rete elettrica, vero e proprio collo di bottiglia per uno sviluppo massivo delle fonti rinnovabili in Italia”.